{"href":"http://player.captivate.fm/services/oembed?url=http%3A%2F%2Fplayer.captivate.fm%2Fepisode%2F80dd7678-7f76-4331-9e33-4e6d53e78fa9","version":"1.0","provider_name":"Captivate.FM","provider_url":"https://www.captivate.fm","width":600,"height":200,"type":"rich","html":"<iframe style=\"width: 100%; height: 200px;\" title=\"Perch\u00e9 potresti fare meno fiere del vino ma fare meglio \u2013 con Daniele Gozzi di Wine Intelligence\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\" allow=\"clipboard-write\" seamless src=\"http://player.captivate.fm/episode/80dd7678-7f76-4331-9e33-4e6d53e78fa9\"></iframe>","title":"Perch\u00e9 potresti fare meno fiere del vino ma fare meglio \u2013 con Daniele Gozzi di Wine Intelligence","description":"Sentiamo spesso dire che innovare \u00e8 la chiave di volta per l\u2019Italia. Che le aziende del Made in Italy in modo particolare devono cambiare per incontrare i cambiamenti dei mercati globali, uscire dalla crisi e crescere. Cos\u00ec anche il vino italiano deve innovare. Ma cosa significa davvero?\nSe il Made in Italy del vino gode di appeal sui mercati globali si potrebbe pensare che abbiamo solo un problema di risorse: risorse che mancano per fare pi\u00f9 fiere, pi\u00f9 comunicazione, pi\u00f9 attivit\u00e0 commerciale . E che quindi molte piccole e medie aziende con mezzi limitati non possono vendere di pi\u00f9 e meglio il proprio vino. Ma \u00e8 proprio cos\u00ec? E\u2019 davvero solo un problema di pi\u00f9 risorse? Oppure importa anche il come si usano le risorse?\nNe ho parlato con https://www.linkedin.com/pub/daniele-gozzi/45/363/ab (Daniele Gozzi) di http://www.wineintelligence.com/ (Wine Intelligence). Daniele \u00e8 toscano di Siena, classe 84, ha lavorato nel marketing in aziende di Chianti e Franciacorta. Da un paio di anni \u00e8 Londra come analista presso Wine Intelligence, organizzazione di riferimento per ricerche di mercato e consulenze strategiche nel settore del vino.\nIl brand Italia del vino non se la passa male e sappiamo che gode di una buona eredit\u00e0, di un credito, di un immaginario positivo legato al saper fare e allo stile di vita. Ma i mercati stranno cambiando, da tempo. Mentre prima guardavamo solo a quello che facevano i francesi oggi dobbiamo guardare ad Australia, Sud Africa, Argentina, Cina. Cosa bisogna assolutamente fare? Restare connessi ai mercati, ai consumatori e ai trend per gestire le risorse in modo pi\u00f9 strategico.\nEcco alcuni punti di cui sentirai parlare nella conversazione con Daniele Gozzi.\n\n* Al momento Usa, Germania, Giappone, Uk e Svizzera sono i mercati pi\u00f9 attrattivi per l&#8217;azienda che esporta.\n* Negli Stati Uniti il 40% della popolazione consuma vino una volta al mese, sono 90 milioni di persone. Uno su tre ha comprato vino italiano ultimi 6 mesi e 1 persona su 5 ha comprato vino italiano la scorsa settimana. Il trend negli USA \u00e8 positivo in quantit\u00e0 e in valore nel breve e nel lungo termine: ci sono ancora spazi.\n* In Germania il 62% consuma vino almeno 1 volta al mese, sono 28 milioni di consumatori abituali, trend leggermente negativo ma brand Italia \u00e8 il pi\u00f9 forte del mercato. Il 45% dei consumatori, quasi 1 su 2, ha acquistato vino italiano negli ultimi 6 mesi. Trend leggermente negativo ma il brand Italia \u00e8 il primo in assoluto.\n* Sulla Cina si leggono dati anche contrastanti. Indagini su abitanti in aree urbane del ceto medio dicono che il 40% di consumatori consuma vino importato 2 volte anno, sono 38 milioni di consumatori. Il trend Italia \u00e8 leggermente negativo ma 1 consumatore su 3 ha comprato vino italiano negli ultimi 6 mesi. E\u2019 un paese che non pu\u00f2 non essere preso in considareazione.\n* E\u2019 possibile prevedere quello che succeder\u00e0 sullo scaffale al vino. Un\u2019azienda pu\u00f2 testare un\u2019etichetta, vedere le performance su attrattivit\u00e0 del packaging, aspettative di prezzo e previsioni di acquisto in rapporto a dei competitor.\n* E\u2019 utile indagare la penetrazione in un mercato, conoscere i motivi di acquisto di trade e consumatori, tracciare un profilo preciso del consumatore che ci interessa e su quel profilo decidere la strategia su cui concentrare le risorse.\n* Molte aziende fanno ancora attivit\u00e0 di promozione del vino che ancora danno risultati ma non sono pi\u00f9 il miglior modo di spendere i soldi. Si tratta di restare connessi ai mercati, ai consumatori e ai canali per gestire le risorse in modo pi\u00f9 strategico. Per esempio le fiere del vino: vanno bene ma magari sarebbe bene farne meno e farle meglio, parlare in modo adeguato alle persone giuste**** .\n* Le piccole aziende piccole e medie non devono usare la scusa di essere piccole....","thumbnail_width":300,"thumbnail_height":300,"thumbnail_url":"https://artwork.captivate.fm/f9777a41-3bdf-48f6-836e-2b08ad05c5b7/aFHLus8w5DA9COlmhA1v4WUV.jpg"}